La Villa.
La villa Paolina sorge su un ampio terreno ondulato di circa dodici ettari, detto il declivio del “Monticello”, che sovrasta il borgo storico di Monte S. Quirico.
I primi documenti riguardanti la villa sono del 1670 ed attestano che questa proprietà apparteneva alla famiglia Ottalini.
Secondo quanto afferma la Belli Barsali nel suo Ville e Committenti dello Stato di Lucca, la villa ed il suo giardino dovevano sorgere su terreni che appartenevano alla famiglia Buonvisi, proprietari della sottostante villa Spada.
Dopo gli Ottolini la villa passò, nel 1822 alla principessa Paolina Bonaparte Borghese, che sistemò il corpo principale sulla facciata ad est, decorandola con una lunetta a bassorilievo, il mosaico della scalinata e il grande timpano.
Nel 1836 la villa passò alla famiglia Boccella, poi ai Ruggero e, dopo una serie di passaggi, appartiene oggi ai Pardini.
La configurazione attuale della villa è il risultato dei lavori eseguiti dopo la metà del XIX secolo.
Al corpo del fabbricato sono stati aggiunti alcuni elementi decorativi, come il timpano sul lato ad ovest, in corrispondenza dell’altro originario e la balaustra che corre per tutto il perimetro del tetto. Anche la grande vasca rettangolare, oggi piscina, risale agli ultimi anni del XIX secolo.
Tra gli altri manufatti architettonici presenti nella proprietà, di particolare pregio è la limonaia; essa appartiene allo stesso periodo del corpo principale della villa ed è oggi adibita ad abitazione. Il disegno della facciata è caratterizzato da grandi finestre arcuate ed in fronte si trova un piccolo giardino formale.

Il giardino.
Il giardino di villa Paolina fu realizzato, nella sua attuale conformazione, nel 1822. In quell’anno la villa fu acquistata da Paolina Bonaparte, che volle la costruzione del grande parco e che chiamò per questo un architetto paesaggistico inglese.
Dall’ingresso principale, costituito da due grandi pilastri in mattoni in cui è inciso il nome di Paolina Bonaparte, si percorre un lungo viale curvo che si dirama, arrivando fino al fianco della villa. L’impianto originale voluto da Paolina non era però questo: l’ingresso principale doveva essere costituito, come documentato in un antico acquarello e nelle vecchie carte del catasto ottocentesco, da un viale che portava direttamente alla villa.
Alla fine del secolo scorso questo spazio è stato innalzato e chiuso da un muro, stravolgendo il progetto iniziale.
La villa si affaccia oggi, dal lato principale, su un piccolo giardino formale, anche questo successivo al progetto originario del parco all’inglese, così come la grande vasca rettangolare, trasformata in piscina.
Il parco all’inglese si sviluppa invece, seguendo tuttora gli schemi originari, nella zona nord della proprietà. Gli antichi sentieri sinuosi, nei quali si ritrovavano le tracce delle antiche pavimentazioni ad acciottolato e degli scoli laterali per l’acqua, si snodano all’interno, e costeggiano le grandi masse arboree.
Queste sono costituite prevalentemente da lecci e querce, con presenza di esemplari di tigli secolari e da specie particolari come il grande ginko biloba e le due sequoie sempreverdi. Seguendo i sentieri si scoprono infine le grandi piante di camelia, alte fino a dodici metri, che crescono a formare un boschetto, al riparo dei grandi alberi.
Il giardino contiene inoltre elementi ornamentali di particolare interesse: un gazebo, con struttura in ferro battuto, datato alla metà del 1800, con pavimentazione a mosaico posto a fianco del sentiero principale; una vasca curvilinea con l’interno intonacato, che sembra datata, vista la presenza del sistema di adduzione dell’acqua, alla fine del secolo scorso; una ghiacciaia, situata dietro il boschetto delle camelie; infine i resti di un’ampia vasca che, secondo i racconti dei vecchi proprietari, doveva avere la forma a cuore, perchè costruita appositamente per Paolina. Da ricordare anche la chiusa, che delimita tutta la proprietà e che, sul lato nord, dove si affaccia sulla via della chiesa, è costituita da veri e propri bastioni.
Un altro elemento particolare è la presenza di una grande cisterna di acqua, che raccoglieva le acque piovane e serviva come deposito per l’approvvigionamento di tutto il complesso